Archivio per la categoria ‘Medioevo a colori’

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Concorso a premi: una velina per la Puglia*

Dicembre 1, 2007

*chiarisco in questo post, riferendomi anche al precedente Di che colore è la Puglia, che le fotografie qui pubblicate sono state tutte eseguite da me durante le mie esplorazioni territioriali, escluso la foto con due asterischi, esegutita da Nuvola Migrante.

Dopo il sondaggio: Di che colore è la Puglia?, e sempre grazie ad uno spunto illuminante di Melanzina, ho pensato ad un nuovo post che vuole contribuire, a modo mio naturalmente, alla conoscenza di bellezze ignorate. Vi propongo nuovi orizzonti per i concorsi di bellezza: Miss Italia lasciamolo ad occasioni più “raffinate”, questo è il momento di scegliere… LE VELINE!!!!!! Dichiaro aperto il concorso a premi: in palio un fantastico viaggio in Puglia (pagato da voi ;) , of course!).

Requisiti per partecipare al concorso: bella, anziana, tendenzialmente millenaria, possibilmente a figura intera, poco restaurata!!!!! e molto molto curata. E vabbè lo so che è difficile, se no che concorso è?

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Iniziamo con Margherita, 700 anni circa, senza trucco e senza inganno, sobria e aggraziata (solo che ricorda un po’ il calviniano cavaliere dimezzato….)

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Ecco Barbara, un po’ più anziana, molto curata: ama un trucco evidente e accessori vistosi, ma di buon gusto.

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Ursula, 680 anni circa, elegante e raffinata, ama la preziosità dei tessuti. Da notare il  velo che incornicia il delicato volto.

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Infine Caterina**, 650 anni circa: purtroppo la nostra concorrente ha deciso di ricorrere al lifting per i danni del tempo (poverina, in fondo aveva poca scelta…, non biasimiamola!). Ama acconciature raffinate che esaltano il profilo del collo. Non trascura i dettagli dell’abbigliamento, mostrando una certa civetteria, nonostante lo sguardo austero che, accompagnato da un atteggiamento regale, raggela il malcapitato corteggiatore….Ma non fatevi spaventare…votate!!

Su indicazione di Melanzina (foto sua) aggiungo la timida ma bellissima Caterina di Bisceglie (650 anni circa, si nasconde dietro una spessa parete che non impedisce agli amanti del brivido di affrontare impervi ostacoli pur di godere della sua bellezza…).

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Per Soleto, attendiamo la seconda puntata del concorso a premi. :)

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Di che colore è la Puglia?/2

Agosto 3, 2007

Alezio

Alezio, Santa MaAria della Lizza, Santa Margherita (XIV secolo)

 Barletta

Barletta, San Sepolcro, San Sebastiano e storie della sua vita (fine XIII secolo)

Madonna della Buona Nuova

Massafra (Taranto), Madonna della Buona Nuova (XIV secolo)

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Di che colore è la Puglia?/1

Agosto 2, 2007

Otranto - San Pietro

Otranto (Lecce), San Pietro (IX secolo)

San Felice in Balsignano

Modugno (Bari), San Felice in Balsignano – XI secolo

Rosone Troia

Troia (Foggia), Sculture aggettanti sul rosone di facciata della cattedrale (XII secolo)

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Blu profondo del Trecento

Luglio 25, 2007

Se potessi in questo istante fermarmi per un attimo, calmare le mie ansie ed esprimere un desiderio, sceglierei di fare un viaggio nel tempo. Un viaggio preciso: un tuffo nel colore del Medioevo.

Assisi 1320 circa. Una scelta bizzarra, vero? eppure sì, io non so che darei per sbirciare tra i ponteggi mentre Pietro Lorenzetti e Simone Martini impastano i colori, facendosi aiutare dai loro “ragazzi di bottega”, sotto l’occhio vigile di cardinali e francescani che trottano intorno.

Assisi 1320 circa. Non un posto qualsiasi. Entro dall’abside, mi dirigo senza esitazione giù, nella basilica inferiore. Nel braccio destro del transetto. Eccolo. Si staglia sulla parete, colpisce l’occhio con energia, attira lo sguardo con forza magnetica.

E’ la Crocifissione di Pietro Lorenzetti. Un’istantanea sulla vita di Cristo scattata da un uomo del Trecento. Sensibiltà estetica, raffinatezza nell’esecuzione e nelle scelte decorative, impostazione scenografica teatrale, capacità narrativa da regista. Prospettiva (sì, nel Medioevo. Prospettiva).

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Lo spazio del racconto divide in due il mondo terreno e quello divino. Il Cristo si staglia sopra la folla brulicante di vita, rumore, dolore, confusione, convulsione. Movimento, caos di sguardi e di emozioni. Lance che si incontrano nel vuoto, rumore di zoccoli, soldati agitati. Una Donna sviene.

Sopra di loro, silenzio. Tre corpi di uomini crocifissi emergono dallo sfondo con effetto chiaroscurale, quasi scultoreo. Blu profondo. Cielo intenso. Velluto uniforme, spazio del dolore muto, del movimento armonico, ordinato e preciso, degli angeli, tridimensionali ed eterei quanto basta per squarciare il cielo senza ferirlo con la loro presenza.

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Blu profondo trecentesco. Colore del Medioevo. Che darei per tornare indietro nel Medioevo a colori che non c’è. Ne vediamo solo pallidi e sbiaditi riflessi: al posto degli affreschi ora slavati c’erano colori squillanti e vivaci. Rosso, giallo, nero, azzurro. Voglio fare un percorso, un viaggio, alla ricerca e alla scoperta dei colori Medievali a scopo terapeutico: voglio provare la stessa sensazione di benessere che ho provato davanti al Lorenzetti ad Assisi. Ed è un viaggio che consiglio a tutti: grandi e piccoli, appassionati di arte e indifferenti al tema, medievisti e contemporaneisti, matematici e filosofi, studenti entusiasti e vecchi professori pronti a togliere loro l’entusiasmo. A mia madre e a mio padre. Ci vuole più colore nella vita. Forse questa è una delle più importanti lezioni che ci ha lasciato il Medioevo, e ce lo dice ogni giorno, guardandoci negli occhi, quando noi volgiamo lo sguardo verso di lui.

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