Ci sono giorni in cui mi sento “au Centro del Mundo”, di me stessa. No time, no space. Navigo nei meandri delle mie profonde introspezioni emotive.
Ci sono giorni che guardo pigramente in tv Grey’s Anantomy chiedendomi come andrà a finire tra Meredith e il dott. Stranamore, se si metteranno insieme.
Di solito in entrambi i giorni, indifferentemente, lavoro, studio, vivo, come fanno tutti.
Ma non mi fermo quasi mai a fare quello che davvero mi piace. Un tempo, da piccola, disegnavo, e ascoltavo tanta musica.
Vivevo di sogni. Ora non disegno più, ma continuo ad ascoltare musica e vivere di (ridimensionati) sogni.
Voglio andare nello Yemen. Voglio amare liberamente. Voglio lavorare ogni giorno sapendo che sto costruendo qualcosa non solo per me, ma anche per la società. Mi sento cittadina del mondo, voglio avere un senso come donna, come cittadina, come abitante della “polis”, come persona che appartiene ad uno Stato.
Sono stufa dell’alienazione emotiva, affettiva, lavorativa, sociale in cui viviamo. Possibile che il mondo moderno sia così profondamente annullante? e noi che dobbiamo fare, sentirci i soliti don chisciotte stupidi e inutili mentre a Bari passano il test a Medicina pagando come se tutto fosse ok? normale? è normale tutto questo?