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Don Chisciotte o studenti di Medicina a Bari?

Ottobre 10, 2007

Ci sono giorni in cui mi sento “au Centro del Mundo”, di me stessa. No time, no space. Navigo nei meandri delle mie profonde introspezioni emotive.

Ci sono giorni che guardo pigramente in tv Grey’s Anantomy chiedendomi come andrà a finire tra Meredith e il dott. Stranamore, se si metteranno insieme.

Di solito in entrambi i giorni, indifferentemente, lavoro, studio, vivo, come fanno tutti.

Ma non mi fermo quasi mai a fare quello che davvero mi piace. Un tempo, da piccola, disegnavo, e ascoltavo tanta musica.

Vivevo di sogni. Ora non disegno più, ma continuo ad ascoltare musica e vivere di (ridimensionati) sogni.

Voglio andare nello Yemen. Voglio amare liberamente. Voglio lavorare ogni giorno sapendo che sto costruendo qualcosa non solo per me, ma anche per la società. Mi sento cittadina del mondo, voglio avere un senso come donna, come cittadina, come abitante della “polis”, come persona che appartiene ad uno Stato.

Sono stufa dell’alienazione emotiva, affettiva, lavorativa, sociale in cui viviamo. Possibile che il mondo moderno sia così profondamente annullante? e noi che dobbiamo fare, sentirci i soliti don chisciotte stupidi e inutili mentre a Bari passano il test a Medicina pagando come se tutto fosse ok? normale? è normale tutto questo?

7 commenti

  1. non so cosa si debba fare ma lo spirito che aleggia in questo post mi piace!
    Verrà quel che vorrò.
    Ma dobbiamo volerlo davvero.
    Yemen, libertà, mondo. Chiamalo come vuoi ma finalmente qualcuno dentro di te si è svegliato…


  2. Belli i tuoi “(ridimensionati) sogni”. Conoscendo le tue insospettate risorse, mi azzarderei persino a ribattezzarli “obiettivi”…

    Ciao Almaya!


  3. Ascoltavo “al maya” e ho dovuto lasciarti un saluto, Almaya! Pensavo che secondo me puoi farcela anche contro i mulini a vento… ;)


  4. 24 frames e melanzina, non conosco altre persone che come voi apprezzano il mio essere e la mia sensibilità e al contempo riescono ad incoraggiarmi. Fosse anche solo per voi due, questo blog continuerà a vivere!
    Ancora una volta: grazie a tutte e due.
    Vi voglio bene.


  5. Ma chi decide cosa è normale e cosa non lo è? Meglio, chi decide che la normalità è bene e l’anormalità è male? Un po’ più di anormalità, o se preferisci un po’ più di anticonformismo, non mi pare una prospettiva tanto azzardata.
    Elvis cantava “A little more conversation, a little more action, please (un po’ meno chiacchiere, un po’ più di azione, per favore)”.
    Potrei parafrasare, ma va bene anche così.


  6. [...] sconosciuto: [...]


  7. Ci vorrebbero meno chiacchiere, sì, freddie, e un po’ più di rispetto per tutti quei giovan baresi, pugliesi, italiani che continuano nel loro piccolo a fare i don chisciotte, a lavorare, e a non chiedere un grazie per questo.



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